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giovedì 16 giugno 2011

Ventimiglia







La città di Ventimiglia, alla quale spesso ci si appella come "la Porta Occidentale d'Italia", "la Città di confine" o "la Porta Fiorita d'Italia", così come tutta la conurbazione Ventimigliese, intrattiene forti rapporti economico-sociali con la vicina Costa Azzurra, come testimoniato dai dati relativi al pendolarismo.
Rinomata per il suo clima, le sue spiagge ora ciottolose e sabbiose, ora rocciose e frastagliate, per i suoi siti storici e naturalistici, ospita importanti eventi di richiamo internazionale, quali la Battaglia di Fiori, l'Agosto Medioevale, le finali Regionali di Miss Italia, il Desbaratu e il grandioso mercato settimanale del venerdì, tra i primi in assoluto in Italia e in Europa.


Secondo alcune fonti storiche la cattedrale dell'Assunta fu eretta tra l'XI e il XII secolo sulle rovine di una precedente cattedrale dell'epoca carolingia. 
Cattedrale dell'Assunta e Battistero



Secondo alcune fonti storiche il primitivo insediamento fu fondato dalla tribù dei Liguri Intemeli in età preistorica sull'altura di Colla Sgarba nella valle del torrente Nervia. Nel II secolo a.C. il villaggio fu conquistato dall'esercito dell'Impero romano, che rinominerà l'insediamento in Albium Intimilium.
Chiesa di San Michele.La chiesa fu costruita nel X secolo dai Conti di Ventimiglia


Durante la dominazione romana la città ospitò Cesare, di ritorno dalla Provenza per sostenere i propri seguaci, dove risiedette da un certo Domiziano suo sostenitore nella conquista di Roma. Secondo i racconti dell'epoca tal Domiziano venne poco dopo ucciso da un certo Bellieno su ordine di Demetrio di Pompei, quest'ultimo comandante del presidio militare romano dell'odierna Ventimiglia. La popolazione e i sostenitori di Cesare, secondo quanto scrisse Celio il corrispondente di Cicerone, insorsero allora contro il presidio, prendendo il sopravvento sulle poche guardie romane, e lo stesso Celio raccontò di come dovette intervenire con un piccolo esercito per sedare la rivolta tra soldati e popolo. Il fatto storico è testimoniato dal motto che tutt'oggi è inscritto nello stemma comunale: Civitas ad arma iit, la popolazione corse alle armi.
Teatro Romano


Nel 744 questa entrerà a far parte dei domìni di Carlo Magno e, con la caduta del Sacro Romano Impero, diventerà prima contea dipendente dal Marchesato di Susa, di cui si hanno le prime notizie nel 962.
La Villa Hanbury
In età feudale si dichiarò libero Comune, divenendo dominio dei Conti locali - detti appunto di Ventimiglia -; essi dominarono diversi borghi e villaggi della riviera di ponente, scontrandosi più volte con le altre signorie locali ma soprattutto con la Repubblica di Genova. Quest'ultima, dopo aver conquistato l'intera riviera di levante e parte del ponente ligure, si spinse sempre più verso Ventimiglia, dando il via, nel XIII secolo, ad un vero e proprio assedio.






Giardini Botanici Hanbury - villa. Mortola 
La città nei secoli a seguire fu però sempre contesa da altre signorie locali, nonostante fosse oramai compresa nei territori genovese ,Ventimiglia seguirà in seguito le sorti di Genova, subendo anch'essa la dominazione austriaca del 1747 e l'invasione francese di Napoleone Bonaparte nel 1797.




Oasi naturalistica del Nervia.



Battaglia di Fiori Ventimiglia

La 48esima edizione il 19 e il 20 giugno


Come ogni mese di giugno la città di Ventimiglia si appresta a vivere la manifestazione più importante dell’anno la più sentita dagli abitanti e la più amata da turisti e visitatori. Migliaia di persone ogni anno accorrono nella città di confine per assistere ai numerosi eventi collaterali che culminano nella sfilata dei carri e nella leggendaria Battaglia di Fiori della domenica pomeriggio. 

La Battaglia di Fiori, affonda le sue radici culturali nelle tradizioni del mondo agricolo, alimentate dai riti delle più antiche feste primaverili dedicate al risveglio della natura, modificate nel tempo dal mutare delle credenze religiose e degli eventi sociali. Nella metà del '700, nella Provenza e lungo la Riviera, il Carnevale (derivante dalle feste del solstizio d'inverno) era festeggiato con sfilate di carrozze e carri allegorici infiorati, cortei mascherati e lancio di fiori.

I carri fioriti sono i protagonisti dell’evento e della sfilata che si tiene la domenica per le vie della città. Vere opere d'arte sfilano per le vie cittadine: i Carri sono di notevoli dimensioni, con soggetti tridimensionali attinenti il tema dell'anno e curati nei minimi dettagli. Tutta l'opera, che appare come dipinta, è in realtà completamente ricoperta da corolle di fiori, "fissate" a mosaico, di grande freschezza e colore. 

Ad ogni carro lavorano, in appositi capannoni siti in più punti della città, gruppi da venti a cinquanta persone, per circa tre mesi. Si progetta la realizzazione, si costruiscono la struttura del carro e lo scheletro dei soggetti, si scolpiscono i soggetti in grossi blocchi di polistirolo, direttamente intorno allo scheletro.


Negli ultimi tre giorni, le compagnie lavorano ininterrottamente ed assistere a aquesta fase del lavoro è già essere nello spettacolo; l'opera completa è ricoperta di corolle di fiori, fissate a mosaico una per una! In un metro quadrato di superficie trovano posto circa 1000 garofani, su un carro circa 120 mila fiori. 


Nel pomeriggio della domenica, avviene la grande sfilata dei carri nel centro della città, in un clima festoso e di allegra confusione, reso più vivace dalla presenza delle bande folkloristiche che accompagnano i carri. Durante la manifestazione, avviene una vera e propria lotta "all'ultimo fiore" tra il pubblico e i figuranti sui carri: mediante il getto e reciproco lancio di centinaia di migliaia di fiori, si sviluppa, incruenta e colorata, la Battaglia, lasciando sul corso, al termine della giornata, un tappeto di profumate corolle.


Fonte : Wikipedia e fonte  Varia 











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