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giovedì 25 luglio 2013

Bocca di Magra

Veduta notturna del monastero


Panoramica del fiume e delle adiacenti " cave di marmo " 
Il luogo, alla foce del fiume Magra ed ai piedi del monte Caprione, è conosciuto già dall'epoca romana, ne sono testimonianza i resti di una villa del I - IV secolo a.C., situata all'estremità del borgo attuale. Nasce come villaggio di pescatori e nell'immediato dopoguerra, dal 1945 alla fine degli anni cinquanta, diventa luogo di ritrovo estivo di intellettuali e scrittori. Con l'avvento del turismo di massa si trasforma in località turistica visitata soprattutto per la tranquillità del sua lunga passeggiata che costeggia il fiume , dove si possono ammirare splendide imbarcazioni a vela .





Le risorse economiche di Bocca di Magra, sono rappresentate dalle attività tradizionali della pesca (sul molo, è possibile acquistare direttamente dai pescatori, che sostano nei pressi dei loro pescherecci, il pescato di giornata), dal turismo, nonché dalla presenza di diversi porticcioli per la nautica da diporto e servizi di motobarche comode per raggiungere le piccole insenature e spiaggette nascoste,tra cui spicca punta corvo.






Luogo di bellezza incontaminata, Punta Corvo si raggiunge da Montemarcello Magra, godendo di splendidi panorami verso il Tino, il Tinetto e l’isola Palmaria.
La spiaggia, completamente vergine e senza stabilimenti balneari, è una distesa di sabbia e ciotoli scuri, che cozza con il colore blu del mare davvero limpido. È lunga poche centinaia di metri ed è circondata dalla vegetazione mediterranea con pini, ginepri ed euforbie. 

Per raggiungere la spiaggia, gli amanti del trekking possono percorrere i circa 700 scalini che la collegano con la collina da Montemarcello, lungo il sentiero 3d, in circa un’ora. In barca, in primavera e in estate, davanti ai giardini di Largo Vittorini e da Fiumaretta, attracco sul lungo fiume, salpano i battelli ogni 30 minuti e ci si impiega circa quindici minuti.




Monastero di Santa Croce


La presenza religiosa comunitaria sul promontorio di Santa Croce inizia verso il 1000, quando viene costruita una cappella che accoglie un maestoso Crocifisso ligneo leggendariamente attribuito a Nicodemo. Il 2 febbraio 1176 il Vescovo di Luni dona “32 giove di terra” ad un “monacho de Corvo” perchè edifichi un monastero, cosa che avviene celermente.
Monastero









 Dieci anni dopo il Monastero passa ai Benedettini di S.Michele in Pisa. Il piccolo monastero non ha vita lunghissima: due secoli dopo viene abbandonato, insieme al Crocifisso, per l’insicurezza del luogo. E’ questa la causa del degrado architettonico. L’abbandono dura per tre lunghi secoli. Solo nel 1600 l’immagine del Volto Santo viene solennemente riportata a santa Croce, e in quell'occasione la chiesa viene parzialmente restaurata con la chiusura e copertura dell’abside che accoglie il crocifisso. 



Il Crocifisso ligneo custodito nella cappella absidale dell’antica chiesa romanica è il cuore della presenza religiosa in questo luogo. Tutto, anche il nome del sito, si raccoglie attorno al Volto Santo, e ancora attualmente costituisce l’aspetto più misterioso e affascinante per chi frequenta Santa Croce. Le vicende storiche legano quest’opera scultorea a quella del più celebre Volto Santo di Lucca, e le dipendenze storico-artistiche fra le due opere non hanno trovato ancora una parola definitiva. Quel che è certa è la sicura antichità e la notevole qualità artistica.


Crocifisso 






Interno e altare 


 Lo stile e la teologia sottesa al medesimo, lo collocano attorno all’anno mille: le documentazioni storiche si fermano al 1176. La sensibilità artistica della mano che l’ha colpito è alta, a prescindere dal fatto che sia opera originale o copia. La teologia che l’ha ispirato, come in tutti i crocifissi dei quel tempo, ignora il dolore della croce per consegnarci un Cristo ieratico, vittorioso, rivestito delle vesti sacerdotali di Colui che è mediatore di salvezza per tutti.



Casa di spiritualità

Il Monastero Santa Croce è una Casa di Spiritualità che può essere definita come una via di mezzo tra un Monastero e un Albergo. Dell’albergo ha la struttura e l’organizzazione; del Monastero possiede il clima di spiritualità resa visibile dalla presenza dello storico Crocifisso di Santa Croce, e testimoniata dalla presenza ed operosità dei padri e delle suore. Appartiene ai padri Carmelitani Scalzi della Provincia Ligure, che lo hanno acquistato nel 1952 adattandolo ai propri scopi. Con loro collaborano le Suore Carmelitane di S. Teresa di Torino. E’ aperta dal 1960 ed accoglie numerosissimi ospiti che vengono per ritiri e convegni, oppure semplicemente per una vacanza in un luogo particolarmente raccolto e suggestivo.


Storia e curiosità



La famiglia Fabbricotti, industriali del marmo di Carrara, entra in possesso di Santa Croce a metà dell’800, aggregando a Santa Croce anche “la Sanità” e “il Fortino”. Carlo Andrea, figlio di Carlo Francesco detto “Carlaz”, si stabilì in Santa Croce nella primavera del 1892 con la moglie, la cugina Helen Bianca, sposata nel settembre 1891 appena sedicenne. I primi tre mesi li passarono alla Sanità, poi sette anni a Santa Croce, opportunamente rimaneggiata e ampliata, per stabilirsi definitivamente al “Castello” nel 1898, dimora patrizia a forma di castello medievale, ideata dallo stesso Carlandrea e realizzata sotto la sua personale direzione. Fu uomo molto stimato anche dalla gente comune, coraggioso e leale, tutto di un pezzo, generoso verso i povere. Negli affari non fu abbastanza abile, e la rovina totale della sua famiglia lo raggiunse poco prima della sua morte, avvenuta nel 1935. Helen, moglie premurosa e madre tenerissima, diede alla luce otto figli, e morì all’età di 52 anni per una setticemia procurata da una banalissima puntura di zanzara la vigilia di Natale del 1927. Ambedue amarono molto Santa Croce, restaurarono la Cappella, e tennero vivo il ricordo di Dante.



Fonte : Varie assemblate dall'autore.


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